Fare immobiliare digitale. Dalle tecnologie al modello funnel.

Alcune ricerche sul settore dimostrano che le sfide digitali sono state colte da poco più di un’agenzia su sei, sebbene il trend potrebbe invertirsi, grazie alle ore di webinar, sensibilmente cresciute, tra la popolazione italiana di agenti immobiliari negli ultimi anni. Al centro dei tanti appuntamenti formativi on line, ci sono proprio le sfide tecnologiche dell’immobiliare. Il digitale, infatti, investe questo settore in diversi punti del processo, fin da quando si costruisce o si finanzia un’operazione, quando s’intermedia o si gestisce un bene, fino all’acquisizione e in modo sostanziale, quando si pubblicizza e si vende un immobile. A dispetto di tanti strumenti, soltanto una piccola minoranza è attrezzata a cogliere le opportunità che si vano creando.

Le barriere, insomma, riguardano il livello di digitalizzazione degli agenti immobiliari ma non solo. Occorre, infatti, procedere attraverso tre azioni fondamentali:

  1. analizzare i trend e riconoscere le novità del settore;
  2. adottare tecnologie digitali da affiancare o sostituire ai tradizionali appuntamenti con il cliente;
  3. produrre contenuti digitali diversi e attraenti rispetto alla sola presentazione degli immobili.

Senza dimenticare che i luoghi di lavoro e di vita o del tempo libero si vanno trasformando rapidamente, considerando i cambiamenti digitali intervenuti negli stili di vita. L’innesto del digitale modifica radicalmente i connotati all’agente immobiliare, che nel prendersi cura del cliente, grazie ad applicazioni di calcolo previsionale, riesce a simulare costi futuri, per rispondere con maggiore efficacia a una serie di legittime domande, come quelle legate ai consumi energetici, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, ampliando la visuale sul funzionamento delle reti e delle connessioni o perfino, rispetto alla qualità della vita, analizzando i livelli d’inquinamento atmosferico.

Segnali interessanti nel 2022 giungono anche dal versante delle startup del settore, secondo i dati del Real Estate CrowdFunding, finora in Italia sono state finanziate 469 campagne, con una raccolta complessiva di quasi 160 milioni di euro e un trend di decisa crescita cominciato nelle seconda metà del 2020. Si tende a parlare di Prop-tech, neologismo che somma “Property” a “Technology”, a proposito di startup di questo settore che offrono la possibilità di affittare o vendere direttamente online attraverso la firma digitale, dematerializzando tutta la documentazione a corredo di una trattativa. Startup innovative, grazie alla combinazione di big data e intelligenza artificiale, talvolta riescono a generare soggetti potenzialmente interessati ma con un tasso di conversione in clienti, più alto rispetto al passato.

Ma il digitale diventa particolarmente innovativo quando consente al cliente di visualizzare l’immobile, a distanza, ricorrendo alla realtà virtuale o permettendogli, in presenza, di simulare uno spazio vuoto, ricostruito in 3d, come se fosse arredato, in stili e soluzioni differenti. Così come il ricorso a un semplice video in vetrina riesce meglio a raccontare immobili di pregio, con tassi di conversione, notevolmente più alti, rispetto agli annunci tradizionali, basati su foto e brevi testi. L’idea di ibridare il rapporto tra venditore e clienti a metà strada tra il tradizionale appuntamento e i nuovi strumenti digitali ha generato anche in questo caso un neologismo. Si parla, infatti, di rapporto phygital con cliente.

I portali che aggregano agenzie immobiliari permettono all’utente di ricercare gli immobili per chiavi di ricerca e filtri sempre più affidabili. Mentre dal lato degli agenti diventa molto più facile aggiornare autonomamente le informazioni, grazie ad aree riservate che consentono di rispondere tempestivamente ai repentini cambi di scenario e alla volatilità dei mandati. Si tratta di siti di ultima generazione, dotati di sistemi di ranking che assicurano la rotazione automatica degli annunci, senza penalizzare le diverse offerte caricate.

Unità di programmazione dedicate allo sviluppo personalizzato di tool, sempre più mirati, come quella presente in Hubitat, aiutano l’agenzia immobiliare a implementare una vera e propria strategia di marketing digitale. La conoscenza dei trend, così come la costruzione di dispositivi innovativi, non può funzionare, senza contenuti effettivamente attraenti. E qui il nostro approccio allo storytelling, costruito secondo il modello funnel, accoglie tecniche narrative in grado di valorizzare il brand dell’agenzia e di sviluppare una comunicazione sempre più avvolgente, fino ad orientare l’attenzione di chi guarda verso gli obiettivi di vendita.