
Le idee hanno un suono preciso. Somigliano al ticchettio rapido delle tastiere, ai monitor illuminati fino al tardo pomeriggio, alle righe di codice che scorrono veloci mentre qualcuno cerca la soluzione giusta. Ad Hubitat, in questi giorni, il futuro ha il volto di ragazzi più che maggiorenni che trasformano l’informatica in esperienza concreta, viva, tangibile.
Sono gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Galilei – Di Palo” di Salerno i protagonisti del progetto di alternanza scuola-lavoro avviato all’interno dell’agenzia di comunicazione integrata di Battipaglia. Dopo Mattia e Michael, è arrivato il turno di Francesco e Andrea. Altri due studenti arriveranno nelle prossime settimane, dando continuità a un percorso che unisce formazione, orientamento e crescita personale.
Frequentano le classi 5L Informatica e 5D Informatica. Alcuni di loro avevano già completato le 150 ore previste nel triennio dal percorso formativo. Eppure hanno scelto di esserci ancora. Di mettersi nuovamente in gioco. Di attraversare il confine sottile che separa la teoria dalla pratica, la scuola dal lavoro reale.
Dove il codice diventa esperienza reale


In Hubitat trascorrono circa quaranta ore accanto al team dell’agenzia, partecipando allo sviluppo di una one page in HTML, CSS e JavaScript interamente dedicata alla loro esperienza di tirocinio. Un progetto che diventa esercizio concreto di creatività, logica e collaborazione. Ogni dettaglio viene discusso insieme, corretto, ripensato. Ogni errore si trasforma in occasione per comprendere meglio il linguaggio del web e le dinamiche di un ambiente professionale.
Dietro questo percorso c’è anche la visione della professoressa Adele Volpe, docente d’Informatica del Galilei-Di Palo, che accompagna gli studenti verso esperienze capaci di lasciare un segno autentico nel loro cammino formativo. Per la docente, il valore dell’alternanza scuola-lavoro risiede soprattutto nel contatto diretto con la realtà aziendale: un’occasione preziosa per osservare da vicino il funzionamento concreto del settore, comprendere le proprie inclinazioni e sviluppare competenze che difficilmente possono emergere soltanto tra i banchi di scuola.
La scuola che insegna a immaginare il futuro

Nel corso dell’esperienza, i ragazzi imparano a confrontarsi con il lavoro di squadra, con le responsabilità, con la gestione dei problemi e delle scadenze. Scoprono strumenti nuovi, approfondiscono metodologie operative, sperimentano l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto allo sviluppo e alla ricerca di soluzioni. Crescono tecnicamente, ma soprattutto umanamente.
La professoressa Volpe li definisce ragazzi «svegli e con potenzialità». E basta osservarli mentre discutono davanti a uno schermo, cercando insieme la soluzione migliore, per comprendere quanto questa definizione sia aderente alla realtà.
Il dirigente scolastico Emiliano Barbuto guida un istituto che continua a costruire connessioni solide tra formazione e territorio, favorendo percorsi che permettono agli studenti di misurarsi con esperienze concrete e altamente formative.
Dentro Hubitat, intanto, il codice continua a scorrere sui monitor. E in quelle righe scritte con attenzione, tentativi e intuizioni, prende forma qualcosa che va oltre una semplice esercitazione scolastica: la possibilità di immaginare il proprio futuro con maggiore consapevolezza.